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Conclusioni, riflessioni e speculazioni, dott. Ralph Metzner

L'ayahuasca è un composto di piante allucinogene amazzoniche che è stata usata per le guarigioni e per le divinazioni dagli indiani locali e dagli sciamani mestizo in Perù, Colombia ed Ecuador per centinaia, forse migliaia di anni. Nelle varie tribù è conosciuta con diversi nomi, quali caapi, natema, mihi e yajè. Il nome ayahuasca deriva dalla lingua quechua: "huasca" significa "rampicante" oppure "liana" e "aya" significa"anime", oppure "morti" oppure "spiriti". Quindi "rampicante dei morti", "rampicante delle anime", oppure "rampicante degli spiriti" sarebbero tutte delle traduzioni accettabili. Il nome è tuttavia lievemente fuorviante, in quanto il rampicante Banisteriopsis caapi è solo uno dei due ingredienti essenziali della miscela allucinogena, mentre l'altro proviene da una pianta ricca di foglie, la Psychotria viridis, che contiene la potente sostanza psicotropa dimetiltriptamina (DMT). E' la DMT, i cui derivati sono presenti anche in diversi altri allucinogeni naturali, inclusi il fungo magico del Messico, che provoca esperienze visive e quindi l'accesso al regno degli spiriti ed alle anime degli antenati morti.

Tuttavia la DMT non è attivata a livello orale, dal momento che viene metabolizzata da un enzima che si trova nello stomaco, la monoammina ossidase (MAO). Alcuni composti chimici del rampicante inibiscono l'azione della MAO e vengono pertanto denominati inibitori MAO:
la loro presenza nel composto attiva il principio psicogeno e gli permette di circolare nei vasi sanguigni fino al cervello, dove innesca l'accesso alle visioni di regni ed esseri che appartengono ad altri mondi. I dettagli di questo sistema locale decisamente raffinato di distribuzione del farmaco psicogeno, e la storia della sua scoperta da parte della scienza, saranno descritti ed esplorati nel presente volume.
Quale pianta-medicinale o farmaco, l'ayahuasca e le sue essenze molecolari fanno parte di un gruppo di sostanze simili di non facile definizione: queste includono la psilocibina, che deriva dal fungo teonanàcatl sacro agli Aztechi, la mescalina estratta dal cactus peyote del Messico e del nord America, la DMT e i vari composti del sud America noti come epena o cohoba ottenuti dalle polveri da inspirare, il famigerato LSD estratto dal fungo ergot che cresce sul grano, l'ibogabina estratta dalla radice dell'albero africano Tabernanthe iboga ... e molte altre. Per quello che riguarda la ricerca scientifica queste sostanze sono state oggetto di un'ampia gamma di approcci, così come gli estratti dalle piante o i farmaci sintetici, in particolare per quello che riguarda le loro applicazioni potenziali nell'ambito psicoterapeutico e nell'espansione di coscienza finalizzato all'aumento della creatività in quanto amplifica l'esplorazione spirituale. Sono state denominate psicotomimetiche (replica della follia), psicolitiche (allentamento della psiche), psichedeliche (descrizione mentale), allucinogeniche (che inducono delle visioni) e entogeniche (connesse alla sacralità interna). Le differenze nei termini riflettono le profonde differenze nelle opinioni e nelle finalità, nelle varie situazioni e setting con le quali ci si è avvicinati a queste sostanze. In questo libro descriveremo anche l'approccio scientifico occidentale verso l'ayahuasca dal punto di vista psicologico e psichiatrico.

I concetti di sciamano e sciamanismo non sono originari dell'America meridionale; derivano dalle culture siberiane. In anni recenti hanno cominciato ad essere usate nelle pratiche di guarigione e divinazione che coinvolgono l'accesso positivo ad uno stato alterato di coscienza, denominato "viaggio sciamanico", attraverso il quale lo sciamano entra in una "realtà non ordinaria" e cerca di ottenere dagli esseri spirituali di quei mondi la conoscenza e la capacità di guarire. Le due tecniche sciamaniche più diffuse per accedere a questi stati alterati sono la percussione ritmica, più comune nell'emisfero settentrionale (Asia, America ed Europa) e le piante allucinogene o I funghi, più usate ai tropici ed in particolare nell'America centromeridionale. L'ayahuasca è comunemente ritenuta dagli antropologi il più potente e diffuso allucinogeno sciamanico.

Nelle società tribali in cui si usano queste piante e le preparazioni estratte da queste piante, queste vengono considerate personificazioni di esseri intelligenti che diventano visibili soltanto durante stati di coscienza speciali e che possono avere la funzione di insegnanti spirituali e fonti di potere terapeutico e conoscitivo. Ci si riferisce alle piante come "medicine", un termine che significa qualcosa di più di farmaco: qualcosa di simile ad un potere di guarigione oppure all'energia che può essere associata ad una pianta, ad una persona, ad un animale, persino ad un luogo. Vengono chiamate anche "piante maestro" e per l'uso di questi farmaci ci sono tradizioni tuttora esistenti di iniziazioni e pratiche che durano molti anni. Un altro argomento di questo libro è l'uso dell'ayahuasca nel contesto dello sciamanismo amazzonico.

Molti esperti occidentali, sia medici che psicologi, hanno riconosciuto che queste sostanze possono permettere l'accesso a dimensioni di coscienza spirituali o transpersonali, persino ad esperienze mistiche non distinguibili dal misticismo religioso classico, occidentale ed anche orientale. Il nuovo termine "entogenica" cerca di riconoscere gli elementi di accesso agli stati ed alle dimensioni sacre. Nella congregazione del peyote nordamericana, nella cultura africana di Bwiti che usa l'iboga ed in diverse congregazioni del Brasile che usano l'ayahuasca, siamo di fronte allo sviluppo di autentici movimenti religiosi popolari che incorporano questi estratti di piante entogeniche o psicotrope come dei sacramenti - sviluppando delle forme di cerimonie religiose sia sincretistiche che assolutamente originali. Ormai le congregazioni brasiliane che utilizzano l'ayahuasca hanno migliaia di seguaci, sia nel sud e nord America che in Europa, e stanno crescendo nel numero e nell'influenza. Quindi ci troviamo in presenza di una sostanza che ha influenzato profondamente la trasformazione degli individui e che ora sta cominciando ad introdurre qualcosa di simile ad un movimento destinato a trasformare la cultura. Anche questi aspetti della storia dell'ayahuasca verranno esplorati in questo libro.

Dal momento che centinaia, forse migliaia di occidentali e settentrionali Hanno partecipato a pratiche sciamaniche che coinvolgono l'ayahuasca (così come altri farmaci ed altre pratiche non basate sulle droghe) e si sono uniti alle cerimonie delle varie congregazioni dell'ayahuasca, è diventato palese che c'è una profonda discontinuità nella visione fondamentale del mondo e nei valori tra il mondo industrializzato occidentale e le credenze ed i valori delle società e dei praticanti delle società sciamaniche tradizionali. La naturale conseguenza delle esplorazioni con dei maestri di piante visionarie sembra essere un forte ritorno di un'attitudine impostata sul rispetto e la riverenza nei confronti del Mondo vivente e di tutte le sue creature. Come tale, questo ritorno dello sciamanismo entogenico può essere visto come la risposta globale alla degradazione dell'ecosistema e della biosfera - una risposta che include movimenti quali ecologia profonda, l'ecofemminismo, il bioregionalismo, l'ecopsicologia, la medicina delle erbe e quella naturale, l'agricoltura organica e così via. In ognuno di questi movimenti c'è una nuova coscienza, o piuttosto il ritorno dell'antica coscienza legata all'interconnessione tra l'organico e lo spirituale di tutta la vita su questo pianeta.
Come psicologo sono stato coinvolto per più di 35 anni nel campo degli studi sulla conoscenza, compresi gli stati alterati provocati da farmaci, piante ed altri mezzi. Negli anni '60 ho lavorato all'Università di Harvard con Timothy Leary e Richard Alpert, compiendo delle ricerche sulle possibili applicazioni terapeutiche delle droghe psichedeliche quali LSD e la psilocibina. Negli anni '70 il centro del mio lavoro si è spostato sui metodi per la modificazione della coscienza non basati sulle droghe, quali si trovano nelle tradizioni orientali ed occidentali, come yoga e meditazione e alchimia e nuove metodologie psicoterapeutiche che utilizzano stati profondamente alterati. Durante gli anni '80 sono venuto a contatto con il lavoro di Michael Harner ed altri, i quali hanno studiato in tutto il mondo gli insegnamenti e le pratiche sciamaniche che coinvolgono stati di coscienza non-ordinari provocati dalle percussioni, dalle piante allucinogene, dal digiuno, dalla ricerca di visioni nelle zone non abitate, dalla sauna ed altre. Quando mi sono reso conto che nell'uso che tenga nella dovuta considerazione gli allucinogeni usati per fini sciamanici vi sono delle tradizioni che datano a tempi preistorici, ho iniziato ad interessarmi di più alle piante ed ai funghi che sono stati utilizzati in questo senso, piuttosto che non alle potenti droghe scoperte di recente, l'uso delle quali coinvolge spesso rischi sconosciuti. Ho cominciato a vedere questo rinnovato interesse nello sciamanismo e nelle piante sacre come una parte della ricerca diffusa in tutto il mondo tendente ad una nuova relazione spirituale con il mondo naturale. Negli ultimi due millenni la civiltà occidentale ha sviluppato sempre più delle procedure di dominazione basate sull'assunto che l'uomo sia superiore. La procedura dominante ha portato ad una graduale desacralizzazione, oggettificazione e sfruttamento di tutte le nature non-umane.

Tuttavia schemi di cultura alternativa sono sopravvissuti tra gli indigeni, i quali hanno mantenuto dei sistemi di credenze animistiche e di pratiche sciamaniche daí tempi più antichi. Il presente e forte rinnovato interesse verso lo sciamanismo, compreso l'uso intenzionale di piante sacre entogeniche, è tra i segni che danno maggior speranza alla possibilità di sanare nuovamente la cesura tra sacro e profano.
Riconoscere le essenze spirituali inerenti alla natura è fondamentale nel modo di porsi nei confronti del mondo per le popolazioni indigene, così come per i nostri antenati nelle società preindustriali. Nelle società sciamaniche la gente ha sempre rivolto una grande attenzione alla coltivazione di una relazione percettiva e spirituale diretta con gli animali, le piante e la stessa Terra con tutta la sua magnifica diversità di vita. Il nostro modo di vedere il mondo, moderno e materialistico, improntato in maniera ossessiva sul progresso tecnologico e sul controllo e lo sfruttamento di ciò che chiamiamo in modo arrogante "risorse naturali", si è dissociato in maniera più o meno completa da una tale consapevolezza spirituale della natura. Il distacco tra la spiritualità umana e la natura affonda alcune delle sue radici nel passato remoto della cultura occidentale, ma la sua spinta principale deriva dalla nascita di paradigmi meccanicisti nella scienza del XVI e XVII secolo.

Si è creata una visione dualistica del mondo a causa del conflitto tra la religione cristiana e la nuova scienza basata sugli esperimenti di Newton, Galileo, Cartesio ed altri. Da una parte c'era la scienza, che s'era confinata tra gli oggetti materiali e le forze misurabili.
Tutto ciò che aveva a che fare con la determinazione, il valore, la moralità, la soggettività, la psiche o lo spirito, era dominio della religione, e la scienza ne rimaneva fuori. Le esperienze personali, le sottili percezioni ed i valori spirituali non erano considerati in linea con gli studi scientifici e quindi cominciarono ad essere considerati come forme di realtà inferiore, - come si dice "meramente soggettive". Questo ha incoraggiato un modo di pensare puramente meccanicistico e ottusamente staccato dal mondo naturale. La percezione e la comunicazione con le essenze spirituali e con le intelligenze della natura sono state regolarmente guardate con sospetto, o ridicolizzate come malriposto "entusiasmo" o "misticismo".
Questa strana impostazione degli eventi ha avuto come risultato una situazione del mondo moderno tremendamente distorta, in quanto la nostra esperienza, così come il buon senso, ci dice che il regno di spiriti e dei valori soggettivi è altrettanto importante del regno degli
oggetti materiali. Il ritorno di credenze e pratiche animistiche, neo-pagane e sciamaniche, tra cui l'uso di sacro di piante allucinogene ed entogeniche, rappresenta la riunificazione di scienza e spiritualità, che è stata sottoposta a scissione fin dall'inizio della scienza meccanicistica nel XVII secolo. Credo che i valori spirituali possano diventare di nuovo una motivazione basilare per gli scienziati. Sembra ovvio che per la scienza questa direzione sarebbe molto più sana per tutti noi e per il pianeta, piuttosto che la scienza rivolta alla produzione di armi o di profitti come è fondamentalmente ora.
In questo libro forniremo una visione del fenomeno dell'ayahuasca sia nella prospettiva della scienza oggettiva, naturale e sociale, (botanica, chimica, farmacologia, medicina, antropologia e psicologia) che dal punto di vista dell'esperienza soggettiva  - un mondo che di solito non è considerato in linea con l'indagine scientifica. Per fare questo dobbiamo rivolgere un nuovo sguardo all'epistemologia della conoscenza.

Tratto da:
I rampicanti amazzonici delle visioni.
In Ayahuasca: la conoscenza umana e gli spiriti della natura.
del dott. Ralph Metzner con la collaborazione dei dott. J. C. Calloway
dott. Charles Grob dott. Dennis McKenna ed altri.
1999.
Thunder's Mouth Press. New York, N. Y.
U. S. A.

Circa Siamanismo